Fordongianus
È un piccolo paese noto sin da epoca romana per le sue terme.

Storia

La cittadina affonda le sue radici in epoca preistorica, quando i primi insediamenti abitativi compaiono nell’area probabilmente già in relazione all’utilizzo delle preziose acque termali, le cui virtù terapeutiche dovevano essere considerate allora miracolose. Proprio da questa principale attrattiva del territorio deriva il primo nome, di epoca latina, che è giunto sino a noi, cioè quello di Aquae Hypsitanae e, già in epoca pre-romana esisteva sul luogo un santuario del tipo “domus de janas” dedicato al culto delle acque.

Nel corso della sua storia viene a rappresentare prima per i Cartaginesi e poi per i Romani un importante centro militare e difensivo, sia per la sua felice posizione al centro dell’isola, quasi esattamente a metà strada fra Turris Libisonis (Porto Torres) e Caralis (Cagliari), che per la presenza di un guado particolarmente facile del fiume Tirso

All’epoca dell’imperatore Traiano, nel periodo attorno al 100 d.C., il centro termale cambia nome e qualifica, diventando Forum Traiani (da cui il nome attuale), ovvero una sorta di “città franca” che fungeva come pacifico luogo di scambio e di mercato fra i romani insediati sull’isola e le popolazioni autoctone della Barbaria.

Con l’impero di Traiano inizia un’ascesa continua che porta Fordongianus ad essere una delle città più ricche e potenti dell’isola intera: attorno al III secolo d.C. viene prima elevata al rango di Municipium, quindi diviene sede vescovile; sotto l’imperatore Giustiniano, infine, nel V secolo d.C., la città viene promossa al rango di oppidum e fortificata con una cinta muraria, in quanto sede del Dux Sardiniae, cioè il comandante militare dell’isola e sede dell’erario locale.

COSA VEDERE

Fra i luoghi di interesse storico, artistico e culturale, che un turista di passaggio non dovrebbe assolutamente perdere, c’è prima di tutto la vasta area archeologica di Forum Traiani, l’importante centro difensivo di epoca imperiale famoso per essere stato il principale avamposto romano di tutta la O Sardegna interna. Vale sicuramente una visita approfondita soprattutto per due motivi: in primo luogo perchè le strutture e le architetture sono insolitamente ben conservate rispetto al solito; in secondo luogo perchè all’Interno dell’area archeologica è possibile osservare ancora oggi come facevano le terme i romani, grazie alla sopravvivenza di tutti i principali edifici che componevano l’esperienza della salus per aquam: si osservano così ambienti relativi al calidarium, al frigidarium, al tepidarium ed al laconicum, ma soprattutto la suggestiva piscina, ancora riempita di acqua termale, dedicata all’epoca alla natatio.

LE TERME

E proprio a fianco dell’area archeologica si trovano le sorgenti termali utilizzate attualmente, presso lo O stabilimento dei bagni pubblici di Is Bangius, dirette eredi della millenaria tradizione di cura e benessere termale degli antichi Romani e tuttora principale motivo per cui la maggior parte dei turisti viene fino a Fordongianus, assieme all’altro stabilimento termale ( O Terme di Sardegna ) che si colloca però sulla sponda opposta del Tirso.

Fordongianus è però anche famosa per essere al centro di una zona ricchissima di pregiatissima trachite, una pietra facilmente riconoscibile per le bellissime sfumature rossoarancioni, di cui i dintorni sono ricchissimi e che viene utilizzata da secoli sia per la costruzione di splendidi palazzi e ville che dagli scultori della zona per le proprie opere d’arte. E’ da questa pregiata pietra costruttiva che nasce un altro insigne monumento del centro storico di Fordongianus, cioè il palazzo Madeddu, più conosciuto però come Casa Aragonese, risalente alla fine del Cinquecento, che deriva il proprio nome dai particolari decori che ricalcano lo stile di quella zona della O Catalogna.

Fra gli edifici a carattere religioso, il principale è sicuramente rappresentato dalla chiesa di San Lussorio, dedicata al funzionario romano che qui visse, fu martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano, e fu sepolto. La piccola chiesetta costruita in vulcanite, splendidamente isolata in mezzo alla campagna, sorge secondo la tradizione sul luogo in cui il santo fu decapitato e probabilmente la cripta compresa nel primevo edificio bizantino ne conteneva la tomba, mentre gli scavi archeologici hanno consentito di appurare che l’edificio cristiano è stato costruito su un preesistente tempio pagano.

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