gorgonie

Dives Tavolara

from  28,00

IMMERSIONI

Tutte le immersioni vengono effettuate all’interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo tra cui :

  • Secca del Papa 1 & 2
  • Tegghja Liscia 
  • Relitto dell’Omega
  • Secca di Punta Arresto

 

 

SECCA DEL PAPA 1

Il sito d’immersione si sviluppa su una serie di emergenze di roccia calcarea con il versante rivolto a nord che cade quasi verticale, mentre verso sud il declivio è più dolce con massi e terrazzamenti. La secca è caratterizzata da 6 rilievi principali, con profondità minima a 15,4 m e massima a 39 m, separati da avvallamenti rocciosi il più profondo dei quali, quello che separa il quinto dal sesto rilievo (fondo detritico misto a roccia), è a circa 42 m. Il gavitello di ormeggio è situato a 40,2 m di profondità sul piano detritico che circonda la secca in direzione nord e dista 30 m dal rilievo più vicino, quello più elevato. Tra il rilievo più vicino all’ormeggio e quello più lontano la distanza è di arca 155 m in direzione SO. La sommità dei rilievi ha superficie esigua, quella del cappello meno fondo è pari a circa 6 m2.

 

SECCA DEL PAPA 2

Il sito d’immersione si sviluppa su un’emergenza di roccia calcarea con il versante rivolto a nord che cade quasi verticale, mentre verso sud il declivio è più dolce con massi e terrazzamenti. La secca è caratterizzata da 5 rilievi principali, con profondità minima a 24 m e massima a 33,8 m, separati da avvallamenti il più profondo dei quali è a 36,5 m. Il gavitello di ormeggio è a circa 12 m dal rilievo più vicino. La sommità dei rilievi ha superficie esigua, la più larga è quella del cappello meno fondo che ha un diametro di circa 2,5 m.

 

 

TEDJA LISCIA

Il sito d’immersione si sviluppa a partire da un pianoro mediamente profondo 10 m, corrispondente alla zona dove si sono concentrati i crolli dalla parete soprastante. Sul pianoro sono sparsi massi di media e piccola dimensione con alcuni più grandi che arrivano fino a 3,5 m dalla superficie. La parete al livello del mare è profondamente incisa dal solco di battente e scende subverticale fino ad una profondità variabile tra 7,5 e 16 m. I due gavitelli, distanti tra loro circa 40 m, sono decentrati rispetto allo sviluppo dei percorsi sul lato occidentale del sito. Il primo è al limite di un’ampia prateria di posidonia che giunge fino alla parete e verso oriente mantiene il margine superiore sulla batimetrica dei 20 m e quello inferiore tra 30 e 33. Il pianoro centrale degrada dolcemente fino a circa 13 m, dove vi è un brusco salto di pendenza che in soli 11 m lineari porta a 21 m di profondità: il declivio alle due estremità del pianoro centrale avviene a contatto con la parete. Il fondo è cosparso da massi di piccole dimensioni: nel punto di massima pendenza, alcuni si elevano di 5-6 metri, creando il caratteristico scenario del sito. A valle del primo scalino si estende una piana con minore pendenza che in circa 60 m lineari porta alla profondità di 30 m: la piana è ricoperta da una fitta prateria di posidonia interrotta da un’ampia platea di sabbia grossolana organogena, con ripple marks. Nella fascia centrale del sito il declivio è cosparso di massi di medie dimensioni, mentre a partire da 30 m di profondità aumenta la dimensione delle rocce. Vi è a questo punto un nuovo salto di pendenza che in 15 m lineari porta da 33 a 39 m di profondità. Su questo pendio sono impostati grandi massi che si elevano dal fondo per 3-4 metri. Alla profondità di 39 m si distende una piana di sabbie grossolane organogene. Schematicamente si possono individuare 4 percorsi con profondità massime e lunghezze differenti.

RELITTO DELL’OMEGA

L”‘Omega” era una nave da carico che il 17 febbraio del 1974, durante una tempesta, andò a cozzare contro gli scogli dei Tre Fratelli affondando rapidamente. La nave era vuota e dell’intero equipaggio, composto da 8 persone, si salvò solo il comandante, mentre i corpi dei sette marinai non furono mai ritrovati, con l’eccezione di uno che fu portato dalle correnti fino ad impigliarsi nelle reti di un pescatore nei pressi di Mortorio. Successivamente, durante la ricerca delle vittime, la nave fu smembrata in più tronconi e così oggi appare sul fondale detritico, circondata da posidonia e qualche emergenza di roccia. Gli spezzoni sono disposti con la prua rovesciata ad est, seguita dal ponte delle stive, alla fine del quale c’è il grande motore e infine dalla poppa con il ponte in verticale. Qui sono visibili il timone e un pezzo dell’albero di trasmissione. Intorno lamiere e detriti ferrosi dovunque. L’immersione si snoda lungo i resti del relitto e le osservazioni più interessanti si fanno sotto la prua, nella profonda cavità sotto il ponte e nella poppa. Spesso sul relitto si viene avvolti da uno sciame di ricciole, mentre sulle lamiere esposte è facile osservare sugli idrozoi flabelline e oratene. L’immersione si svolge tutta tra 18 e 14 m di profondità e pertanto il tempo a disposizione consente una visita approfondita.

SECCA DI PUNTA ARRESTO

Il sito è formato da un rilievo principale che giunge nel punto meno profondo a 3,4 m dalla superficie. È formato da tre emergenze rocciose separate da canali sabbiosi che si diramano secondo la direttrice est-ovest, profondi circa 20-22 m, mentre le maggiori profondità si raggiungono sul versante occidentale dove la roccia confina con la sabbia alla profondità di 26 m circa. I canali e i contorni del rilievo sono cosparsi di massi accatastati. Le parti sommitali hanno andamento a guglie, separate da avvallamenti e fratture. Il gavitello più vicino all’Isola di Molara è collocato su un accumulo di massi arrotondati, mentre quello più centrale alla secca è posato su una pendenza del rilievo centrale. Verso sud-ovest, il rilievo centrale è separato da un canale colonizzato da posidonia, con detrito e massi sparsi, da altri contrafforti rocciosi che si raccordano con l’isola: anch’essi hanno andamento a guglie, la più elevata arriva a 5,5 m dalla superficie. Verso nord-ovest il rilievo raggiunge la profondità di 17 m. Le zone detritiche circostanti e le sacche di detrito tra massi e sui rilievi sono colonizzati da posidonia in modo discontinuo, mentre tutti i rilievi rocciosi sono ricoperti da un feltro di alghe fotofile. Verso N rispetto al rilievo centrale, si apre un ampio canale detritico con qualche masso, delimitato da prateria di posidonia, largo circa 20 m nel punto più stretto e profondo circa 25-26 m. Se lo si attraversa si giunge alle pendici di un altro rilievo, più massiccio rispetto agli altri, caratterizzato da balze e canali, confinante con il detrito a circa 30 m. Attorno ai rilievi principali, vi sono altre emergenze di roccia circondate da prateria di posidonia e detrito. La complessità del paesaggio e la profondità non elevata favoriscono immersioni in quota di lunga durata, con percorsi molto vari.

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  • Vacation Style Holiday Type
    Discovery
  • Activity Level Scuba Diving
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