BIODIVERSITA’

 

 

 

La donzella pavonina è un pesce coloratissimo che preferisce acque a bassa profondità e non troppo fredde. Per questo motivo non è molto comune nelle coste più settentrionali del Mediterraneo. I giovanili (foto a sinistra) di questa specie si possono osservare numerosissimi verso la fine dell’estate.

Il sarago maggiore è un pesce molto diffuso in fondali rocciosi con cavità e anfratti che utilizza come tane. Questa specie è particolarmente ricercata dai pescatori. Per questo motivo è più facile vedere individui in grande numero e di grandi dimensioni all’interno delle AMP.

La murena, il cui morso è piuttosto doloroso, è un pesce che vive rintanato negli anfratti di giorno da cui esce per predare di notte. E’ comunque facile vederla di giorno in quanto sporge con la testa dalle tane, tenendo quasi sempre la bocca aperta.

 

Le cernie brune sono i più grossi pesci predatori associati ai substrati rocciosi. Si nutrono di varie prede, tra cui pesci, polpi e, occasionalmente, uccelli marini. Sono presenti in tutti gli ambienti rocciosi, ma trovano il loro habitat ideale nelle secche.

I dentici sono pesci predatori che si nutrono prevalentemente di altri pesci. Presso le secche, esemplari anche di grandi dimensioni, possono formare banchi numerosissimi. Sono quasi sempre in movimento e fuggono in acque libere se disturbati.

Le ricciole, così come i dentici, sono grossi predatori pelagici che si avvicinano a costa, soprattutto in ambienti di secca rocciosa, prevalentemente alla ricerca di prede. Nuotano in acque libere e le si può incontrare sia come individui solitari, sia in gruppi numerosi.

 

Il re di triglie presenta la caratteristica che il maschio pratica l’incubazione delle uova in bocca. E’ una specie che si incontra in gran numero all’interno delle grotte. Nel periodo estivo si possono osservare molto numerosi i giovanili semi-trasparenti nella colonna d’acqua.

La brotula è un rappresentante di una famiglia tipicamente di acque profonde ed è l’unica specie che vive solo nelle grotte. Il suo habitat è esclusivamente rappresentato dalle parti più interne delle cavità sommerse, dove si riscontrano condizioni di totale oscurità e scarso idrodinamismo.

La corvina è un pesce che vive nascosto, ma non mostra particolare diffidenza nei confronti dell’uomo. Per questo motivo viene facilmente catturata. All’interno di grossi anfratti rocciosi e grotte trova sicuramente il luogo più sicuro in cui rifugiarsi.

 

I pesci che nuotano abitualmente nella colonna d’acqua al di sopra delle praterie di posidonia sono solitamente specie che si nutrono di plancton. Tra queste si possono annoverare le castagnole, gli zerri, le menole, le boghe e le occhiate. Si possono però osservare anche pesci predatori come i barracuda, le ricciole e le spigole.

La castagnola é un piccolo pesce che forma di giorno banchi costituiti anche da numerosissimi individui.Gli esemplari restano come sospesi a mezz’acqua e rimangono per lungo tempo nella stessa zona, non mostrando diffidenza nei confronti dell’uomo.Durante la notte, gli adulti scendono tra le foglie di posidonia o negli anfratti dei rizomi per cercare rifugio.

I pesci ago hanno un corpo lungo e sottile. Vivono strettamente associati alle foglie di posidonia. A volte si posizionano parallelamente alle foglie oscillando insieme ad esse. Assumono una colorazione verde se si trovano su foglie vive, marrone se si tratta di foglie morte.

 

Le piccole orate sono molto comuni sotto costa in ambienti riparati ed anche in acque salmastre, perché sopportano bene cambiamenti di salinità. E’ molto facile osservarle nuotare tra le foglie di Cymodocea, dove probabilmente trovano rifugio dai predatori e cibo.

La mormora vive a su fondali sabbiosi anche a profondità limitate, soprattutto nel periodo estivo. I giovani individui possono trovarsi anche in gruppi numerosi ed è molto facile osservarli sui prati a Cymodocea.

I latterini sono piccoli pesci che nuotano numerosi nei pressi della superficie. Si trovano spesso presso i prati di Cymodocea, abbondanti anche durante l’inverno. In questi ambienti trovano rifugio, essendo i latterini una specie predata da molti altri pesci.

 

I vegetali che si incontrano in mare si suddividono in due gruppi: le alghe e le piante. Le alghe hanno una struttura che può essere molto differenziata come forma, ma non hanno organi che compiono diverse funzioni. Le piante invece sono dotate di organi. Le radici che servono ad ancorare la pianta e a raccogliere sali minerali, il fusto che ha il compito di sostegno e di trasporto dei nutrienti, le foglie che compiono la fotosintesi, i fiori e i frutti che deputati alla riproduzione. La pianta più comune in Mediterraneo è la posidonia (Posidonia oceanica) con lunghe foglie laminari verde scuro che crescono a mazzi dal fusto. Le alghe si suddividono in verdi, brune e rosse: molto spesso però il loro colore non corrisponde a queste tre ca-tegorie. Di solito alghe verdi e brune vivono in ambienti ben illuminati, mentre le alghe rosse si trovano dove c’è meno luce, ma questa regola ha molte eccezioni.

Sotto il nome generico di coralli vengono riuniti organismi molto diversi: ciò che li accomuna è la presenza nel corpo di cellule urticanti, generalmente collocate all’estremità di tentacoli o escrescenze. Hanno due forme fondamentali il polipo o la medusa. Il polipo è una struttura attaccata al fondo, formata da una colonna rivolta verso l’alto che contiene gli organi interni e che termina con una bocca circondata da tentacoli. Le meduse invece sono libere e hanno i tentacoli rivolti verso il basso. Appartengono a questo gruppo gli idrozoi, esili animali coloniali a forma di alberello, le meduse, i madreporari, caratterizzati dallo scheletro calcareo, le attinie o anemoni di mare, dal corpo molle e dai lunghi tentacoli e le gorgonie dotate di uno scheletro corneo. I coralli tendono a vivere in zone esposte alla corrente per poter catturare così la materia organica che essa trasporta.

 

 I crostacei, come dice il nome, hanno il corpo ricoperto da una crosta o corazza che durante la crescita devono cambiare periodicamente. Appartengono agli artropodi, il gruppo di animali che comprende anche insetti e ragni. I più comuni da osservare sono i crostacei decapodi (hanno dieci zampe). Tra di essi si riconoscono i gamberi, dalle caratteristiche appendici sotto il corpo con cui nuotano, le aragoste e simili, i paguri e i granchi. I crostacei decapodi sono tutti predatori o spazzini: in particolare le aragoste si cibano di animali morti. Appartengono al gruppo dei crostacei anche altri animali dall’aspetto molto diverso dai precedenti e tipici di zone superficiali: sono i denti di cane e le lepadi. I denti di cane vivono in un involucro a forma di tronco di cono e utilizzano le zampe modificate per raccogliere il cibo e far circolare l’acqua per respirare. Le lepadi, invece, hanno una specie di conchiglia in più pezzi, attaccata ad oggetti galleggianti con un peduncolo carnoso, da cui sporgono con le zampe modificate come i denti di cane.